Campagna olearia 2026: istruzioni per l'uso!

Campagna olearia 2026: istruzioni per l'uso!

Care tutte e cari tutti,

mi avete scritto e chiamato in tanti: eccoci!
Come ogni anno, prima di darvi indicazioni operative, vogliamo raccontarvi come siamo arrivati all’olio nuovo 2026.

Partiamo come sempre dal clima, la variabile numero 1.

Il vero momento problematico per l’olivicoltura sono ahimè le mezze stagioni, che luogo comune, o meglio la loro assenza. Senza inverno le piante non riposano mai e iniziano a vegetare settimane e settimane in anticipo (di qui l’anticipo conseguente della raccolta, anche qui con buona pace di quelli che ai miei tempi si iniziava a novembre). Vegetando in anticipo, fioriscono in anticipo, e la fioritura è il tallone d’achille degli ulivi, il loro unico momento di fragilità. Hanno bisogno di asciutto, e spesso l’anticipo della fioritura coincide con momenti in cui ancora la primavera si attarda in piogge abbondanti.

Questo per dire che poteva essere una stagione abbondantissima, ma non lo è, a causa di pioggia e umidità nel momento della fioritura/allegagione. Sarà una stagione media. Beh, bene!

La caldissima estate ha avuto un duplice effetto sulle piante: da un lato le olive sono esenti da mosca olearia, sono perfette al 110%, di conseguenza le aspettative sulla qualità sono altissime.
D'altro canto le piante hanno subito lo stress del grande caldo, risparmiando nell'inolizione dei loro frutti. Quindi grande qualità e rese basse, una vecchia coppia affiatata. Possiamo ricordare il 2023, il 2020, annate simili da questo punto di vista.

Passiamo alla roba forte: l'assaggio. In questi giorni stiamo raccogliendo e macinando le olive dei nostri oliveti BIOLOGICI: un olio più che novello, verdissimo smeraldo di olive acerbe, fruttato ricco erbaceo, amaro importante e gustoso, piccantezza top! Insomma il bio che amiamo e amate, decisamente   sopra le righe (tenetene conto nel valutare l’acquisto e nel comporre il mix di oli per il vostro anno che è un olio dalla personalità sfrontata!!).


Seguirà a ruota la produzione di EXTRAVERGINE CONVENZIONALE, quando le olive saranno più mature e l'olio sarà di conseguenza più "morbido", dorato invece che verdone, amaro e piccante persistenti ma più delicati, profumi intatti, più maturi.

 

****Una doverosa specifica: per l'andamento della stagione quest'anno tenete conto che grazie all'assenza di mosca olearia (fino ad oggi compreso) l'extravergine quest'anno risulterà poco trattato**** visti gli incrementi di tutto (olio bio compreso purtroppo) magari questo può essere un utile suggerimento.

L'olio 2026 è di nuovo un olio di grande personalità, nella sua variante bio anche un po' sfrontata, ci consola della stagione passata, ci consola dei tremori che ogni stagione porta con sé, svanisce
tutto in quel mix fruttato-amaro-piccante-smeraldo-esagerato.

Buona campagna olearia a tutti!

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